IL VULCANO DELLA SOLFATARA -  CENNI STORICI -  da  http://www.orestedesantis.com

Via Solfatara, 161 - 80078 Pozzuoli Napoli - http://www.vulcanosolfatara.it
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IL VIDEO

La Solfatara è aperta tutti i giorni feriali e festivi  dalle 8:30
ad un'ora prima del tramonto (aprile - ottobre 8.30-19.00/ novembre - marzo 8.30 - 16.30)

Storia e foto  

I Romani dell’epoca imperiale già conoscevano la Solfatara. Strabone (66 a.C. -24 d.C.) ne dà la più antica testimonianza scritta giunta fino a noi, nella sua “Strabonis geographica”, indicandola con il nome “Forum Vulcani”, Dimora del Dio Vulcano, ingresso per gli Inferi. La Solfatara apre ufficialmente alla visita nell’anno 1900, pur essendo sin da tempi remoti meta di escursioni per i noti fenomeni vulcanici, per la cura delle acque sulfuree e per le stufe calde; era infatti compresa tra le quaranta più famose terme dei Campi Flegrei sin dal Medioevo.

Non vi era viaggiatore del ‘700 e ‘800 che non inserisse la Solfatara tra le sue escursioni nell’ambito del cosiddetto “Grand Tour”, viaggio di istruzione per i giovani delle famiglie nobili europee.

Intorno al 1900 è stato organizzato all’interno della Solfatara anche uno stabilimento termale come testimoniano sia un foglio pubblicitario sia una stampa illustrativa dell’epoca. In questo “bagno termale” era possibile curarsi con i fanghi, data l’esistenza di una fangaia naturale, e con le acque sulfuree nonché fare i bagni di vapore nelle cosiddette stufe. Nella Solfatara è stata operante sino agli inizi del ‘900 un'attività estrattiva di allume, zolfo e bianchetto, attività che ebbe il suo apice nel Medioevo.
 

 

Ti accoglie, quando da Napoli arrivi a Pozzuoli, un antico androne che nulla tradisce di quanto custodisce.
Un vecchio arco tra le vie ed i palazzi che, a guardarlo, non puoi fare a meno di chiederti: sarà questo
l’indirizzo giusto? Biglietto, informazioni, rassicurazioni: sei nel posto giusto. Eppure, nonostante
la rigogliosa macchia mediterranea e l’incredibile quiete t’invitino a rallentare, a goderti l’attimo,
il tuo passo è spedito, cerchi conferme, vuoi qualcosa che assomigli ad un vulcano, uno sbuffo,
un odore, un colore particolare: attenzione a quello che desideri! Immune alla festa di mirtilli,
indifferente al corbezzolo rosso-arancio, continui a correre tra alberi e fiori, un enorme e
profumato muro verde che s’apre d’improvviso… La prima sensazione è di essere si,
nel posto giusto, ma nel momento sbagliato. Mentre nella testa riprende vigore quella vocina
che stamattina insisteva per andar per musei. Intanto, l’andatura ha subito un brusco rallentamento,
ora i passi sono lenti, attenti, e mandi avanti lo sguardo prima ancora dei piedi: saggia decisione.
Ribollir di fango, fumarole alte fino al cielo, colori e odori, odori e tremori, fumo e rumori, sinistri
rumori: benvenuto alla Solfatara, 4000 anni ma non li dimostra. E' lei.  
GIUSEPPE IOFFREDO ( Giornalista) .